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Impianti di betonaggio
Gruppo Gatti S.p.A. è un’azienda fondata nei primi anni Sessanta a Lograto, in provincia di Brescia. Attualmente guidata dalla seconda generazione, l’azienda opera sull’intera filiera del materiale inerte: dall’estrazione in cava alla produzione di calcestruzzo, fino al recupero dei rifiuti inerti da costruzione e demolizione. La strategia dell’azienda si basa sul “ciclo chiuso interno”, con un forte orientamento verso l’economia circolare e l’obiettivo di affiancare il 20% di materiale riciclato al prodotto naturale.


Necessità di trattare le acque di processo derivanti dal lavaggio quotidiano di oltre 40 autobetoniere nel sito di Berlingo.

Il modello tradizionale, in cui l'acqua veniva prelevata pulita e restituita ai bacini con una forte componente di limi finissimi, causava il progressivo intorbidimento dei laghi di cava e contestuale esaurimento della risorsa idrica.

Il ciclo aperto comportava costi insostenibili dovuti all'utilizzo di pompe idriche da 100 kW in funzione 24 ore su 24 e ad un peso normativo crescente.

Il progetto è iniziato con l’inserimento di una filtropressa per eliminare le pompe idriche e gestire i fanghi. In tre anni, Tecnoidea ha installato impianti in quattro diversi siti (Berlingo, Orzivecchi, Leno e Poncarale), alternando grandi installazioni fisse in calcestruzzo a unità semi-mobili integrate in strutture containerizzate su misura.

Tecnoidea ha operato da partner consulenziale curando la progettazione e i collaudi, mentre Gruppo Gatti ha gestito le opere civili. È stata applicata una strategia di standardizzazione delle macchine installate per garantire l’intercambiabilità dei ricambi, mantenuti a scorta direttamente in cava.

Nel sito di Berlingo è stato sviluppato “W-PORTAL” (in collaborazione con Ma-Estro Srl), un portale integrato al PLC dell’impianto che permette di monitorare in tempo reale l’energia consumata, la quantità di flocculante, e la tracciabilità completa del fango prodotto, abbandonando le vecchie stime empiriche.
La soluzione progettata ha permesso di interrompere l’uso continuo della pompa da 100 kW, migliorando il bilancio energetico.
L’acqua recuperata al termine del ciclo non presenta più frazioni significative di polveri e fini in sospensione.
Grazie ai dati misurati dal PLC, l’azienda ha potuto dimostrare con documenti e numeri puntuali la reale percentuale di limo prodotto, facilitando il dialogo con enti di controllo.
La disponibilità immediata di ricambi a magazzino e il contatto diretto (senza intermediazioni) con i referenti tecnici Tecnoidea per l’assistenza post-vendita garantisce la continuità operativa in cava.

«In una cava il fermo ha costi insostenibili. Avere un partner che garantisce ricambi disponibili e personale reperibile è il fattore di maggior rilievo. [...] Tecnoidea ci ha seguito più da consulente che da produttore, studiando a quattro mani la soluzione migliore per i nostri processi. Quando ti avventuri in un mondo che non conosci, questo fattore fa la vera differenza.»
Corrado Gatti, Amministratore Delegato del Gruppo Gatti Spa
Il progetto CDW Life
Il percorso verso la totale circolarità continua nel polo di Berlingo con il cantiere sperimentale CDW Life, cofinanziato dalla Commissione Europea in partnership con l’Università di Brescia. L’impianto prototipo, sviluppato in partnership con l’Università di Brescia e la società Cavart,e realizzato dalla ditta italiana BSI e l’austriaca Binder+Co, impiega, tra le varie macchine, anche dei selettori ottici guidati da intelligenza artificiale per il riconoscimento cromatico di materiali eterogenei – mattoni e cemento – con l’obiettivo di produrre aggregati riciclati certificati per il calcestruzzo strutturale. Per superare il problema del pulviscolo che impediva il riconoscimento ottico, Tecnoidea Impianti Srl, ha condotto test specifici di laboratorio sui campioni prelevati in cantiere e ha presentato tre soluzioni con diversi livelli di investimento e di prestazione tecnica. La scelta è ricaduta sulla soluzione più completa, che prevede anche una filtropressa dedicata alla disidratazione dei fanghi prodotti dalla fase di vagliatura a umido, mantenendo la filosofia del ciclo chiuso ed evitando dispersione idrica. Si tratta di uno dei primi impianti di questo tipo applicati al trattamento di rifiuti inerti da demolizione in un contesto sperimentale.









