
100 ton/h
Inerte trattato
Mymat, con sede operativa presso la piattaforma di riciclaggio CARE in Francia, è una realtà industriale all’avanguardia specializzata nella gestione, nel trattamento e nella valorizzazione dei rifiuti inerti derivanti dal settore delle costruzioni e dei lavori pubblici. Operando in un contesto orientato alla transizione ecologica, l’azienda si pone come un punto di riferimento strategico per la riduzione dei conferimenti in discarica e per la protezione delle risorse naturali. Il nucleo della sua attività risiede nella trasformazione di macerie, terre di scavo e detriti in aggregati riciclati di alta qualità, pronti per essere reintegrati nei cicli produttivi edili. Il progetto è stato sviluppato in collaborazione con Sas y Care, partner francese che fornisce macchinari e servizi per l’industria estrattiva e mineraria.

Operando nel settore del recupero inerti e macerie, l'impianto doveva essere in grado di gestire in modo flessibile tipologie di materiali costantemente diverse tra loro.

Necessità di ottimizzare le aree occupate, confinando l'intera disposizione dell'impianto in uno spazio ridottissimo di soli 20x24 metri.

Richiesta di tempi di montaggio ristretti, privilegiando soluzioni che permettessero l'installazione a terra per ridurre al minimo costosi e rischiosi lavori in quota.

Per rispettare i limiti di spazio, l’impianto è stato progettato con piping e impianto elettrico altamente ottimizzati. È stato fornito un locale tecnico preallestito (con centralina flocculante, pompa fango e sistema di dosaggio già cablati in sede Tecnoidea) per velocizzare l’installazione on-site.

Il locale di copertura della filtropressa è stato ingegnerizzato specificamente per poter essere assemblato integralmente a terra e poi posizionato con un unico tiro di gru, minimizzando le operazioni in quota.

È stato installato un chiarificatore, dotato di LEM, che funge da buffer per il fango e ottimizza il carico di lavoro della filtropressa, evitando inefficaci cicli a vuoto.
L’integrazione di un apposito pozzo permette di raccogliere e recuperare sia le acque torbide di processo sia le acque piovane; questo sistema restituisce acqua chiarificata in grado di coprire il 95% del fabbisogno idrico dell’intero impianto di lavaggio.
L’uso del sistema brevettato SADF per il dosaggio automatico del flocculante ha minimizzato il consumo di polielettroliti, evitando al contempo problematiche di sovra-flocculazione all’impianto.
L’interazione tra la sonda LEM del chiarificatore, il sistema SADF e il carrello multifunzione della filtropressa garantisce un’operatività del tutto automatizzata, richiedendo agli operatori la sola esecuzione della manutenzione ordinaria.